Uno sguardo all’universo

Il diametro della Terra è di 12.700 km circa. Quello del nostro Sole è pari a 1.392.000 km. La Via Lattea ha una larghezza di circa 100.000 a.l. cioè 9,46×1017 km. Una distanza talmente enorme che la luce delle stelle posizionate dall’altra parte della galassia impiega più di 50.000 anni prima di raggiungerci. Se qualcuno osservasse la Terra dal loro punto di vista la vedrebbe esattamente come era 50.000 anni fa.

La galassia più vicina alla Via Lattea è Andromeda (Messier 31). La distanza che le separa è di circa 2.500.000 a.l. pari a 2,37×1019 km. Le possibilità di comunicare con una qualunque forma di vita sono praticamente impossibili. Per la minima interazione cioè un segnale di andata e ritorno contenente una semplice domanda ci vogliono 5 milioni di anni.

L’età dell’universo è di circa 13,8 miliardi di anni. Le galassie più lontane mai osservate si trovano a circa 13,2 miliardi di anni. Si può concludere che qualunque interazione con altre civiltà presenti nelle 100-200 miliardi di galassie è assolutamente impossibile, a meno di radicali miglioramenti delle attuali tecnologie.

Annunci

Un Sole relativamente giovane

Secondo recenti ricerche della NASA la formazione del Sole e del sistema solare è avvenuta in un periodo in cui la formazione stellare nella nostra galassia era in declino. La ricerca si basa sul censimento di migliaia di galassie lontane e simili alla nostra. Infatti la luce in arrivo da queste galassie è stata generata miliardi di anni fa, permettendo così di guardare nel loro passato e allo stesso tempo costruire modelli evolutivi per la nostra galassia.

Le galassie simili alla Via Lattea sono state interessate da un rapido accrescimento in massa nelle prime fasi della loro formazione, con un periodo particolarmente intenso di formazione stellare prima del raggiungimento di uno stato di equilibrio.
Continua a leggere

Infiniti universi e la normalizzazione delle probabilità

Il nostro universo potrebbe essere solo uno di tanti, forse infiniti. In verità gli universi potrebbero anche semplicemente non essere separati, isolati.

La nostra realtà è una delle infinite facce di una struttura già pienamente sviluppata nel tempo.

Tutte le probabilità si realizzano quindi all’interno di un qualche universo. Non c’è mai una reale casualità nell’ordine degli eventi.
Continua a leggere

Radiotelescopio Planck e i dubbi sulle onde gravitazionali primordiali

Cosa indica la CMB (Cosmic Microwave Background) ?
Osservando lo spazio tra stelle e galassie con un telescopio ottico questo risulterà vuoto. Con un radiotelescopio invece si nota la presenza di una radiazione non dovuta ad alcuno dei corpi celesti esistenti che pervade questo spazio in ogni direzione. Questa è la radiazione cosmica di fondo, ipotizata come un residuo delle fasi iniziali dell’universo.
La radiazione cosmica di fondo risale a 380 000 anni dopo il Big Bang. E’ stata scoperta nel 1964 dagli americani premio Nobel Arno Penzias e Robert Woodrow Wilson.

Stadio di inflazione e tracce osservabili sulla CMB
L’inflazione rappresenta un momento di rapidissima espansione nelle prime fasi del Big Bang. L’universo passava da una struttura estremamente densa, omogenea e ad alta temperatura ad una struttura in cui stavano per formarsi i primi atomi stabili che avrebbero poi dato origine a pianeti, stelle e galassie.
Secondo le attuali teorie questa rapida espansione avvenuta nei primi istanti con la creazione dello spazio-tempo deve aver lasciato traccia Continua a leggere