Luminosità delle stelle vicine al Sistema Solare. Magnitudine assoluta e apparente.

La magnitudo misura la luminosità dei corpi celesti, in questo caso particolare delle stelle. La magnitudine assoluta è la magnitudine apparente che una stella avrebbe se osservata da una distanza di 10 Parsec (≈32,5 a.l.). Più la magnitudine di una stella è bassa più questa sarà luminosa.

stelle-magnitudine-assoluta

Rappresentazione delle stelle lontane massimo 15 Parsec, all’incirca 50 anni luce. Il Sole ha una magnitudine assoluta uguale all’incirca alla media delle stelle vicine.

Nane brune, non considerate nel grafico, possono essere trovate per valori superiori a 10 di magnitudine.

magnitudine-apparente

L’asse verticale è centrato in basso a sinistra sul Sole con una magnitudine apparente di ≈-26. L’asse orizzontale indica il limite per l’osservazione a occhio nudo pari a ≈6.

Come mai le stelle sono così poche nelle vicinanze del Sole? In realtà la densità delle stelle non varia di molto. E’ normale che la distribuzione cresca esponenzialmente. Immaginando una sfera all’aumentare del suo raggio il volume a disposizione delle stelle varia con il cubo della distanza percorsa.

magnitudine-apparente-vs-assoluta

Non considerando il Sole, per il campione di stelle osservato si nota una discreta proporzionalità tra i due tipi di magnitudine. Linearità che non vale per stelle molto luminose e lontane.

 

Annunci

Termination Shock, i confini del sistema solare

Cos’è il Termination Shock?

Il termine termination shock si riferisce ad una regione dello spazio attorno al sistema solare interno dove le particelle del vento solare passano ad una velocità subsonica, relativamente alle caratteristiche del mezzo interstellare nella regione specifica. Sebbene la densità di particelle in questa regione sia estremamente bassa, vi è un repentino aumento di pressione.

Dove si trova?

Si ipotizza che la regione del termination shock si trovi tra 70 e 90 UA (unità astronomiche). E’ probabile che sua forma non sia sferica, con allungamento nella regione polare del Sole. Infatti le sonde Voyager 1 e Voyager 2 hanno rilevato il raggiungimento della regione a distanze molto diverse tra loro. Inoltre la regione dipende fortemente dall’attività solare ed è possibile che sia soggetta a continue fluttuazioni.

Al termination shock segue l’eliopausa. Regione in cui le particelle vengono fermate per effetto del mezzo interstellare (gas interstellare) che preme contro le particelle del vento solare.

Missioni che hanno contribuito al rilevamento

  • Pioneer 10 – distanza 114 UA¹
  • Pioneer 11 – distanza 91 UA
  • Voyager 1 – al momento nell’eliopausa – distanza 133 UA
  • Voyager 2 – distanza 109 UA
  • IBX (Interstellar Boundary Explorer)

Futuro

  • New Horizons

***

Questo articolo è stato scritto su richiesta di un visitatore del sito.

  1. distanza stimata o effettiva relativa al 2015.

Sole – Sistema Solare

Questa pagina verrà aggiornata successivamente!

Classificazione:

  • Classe G2 V – Sequenza principale
  • Colore giallo

Posizione nella Via Lattea:

Il Sole si trova nel Braccio di Orione (Orion Spur) della Via Lattea ad una distanza di 7611 kpc¹ dal centro della galassia.

Dimensioni:

  • Diametro 1.391 x 109 m
  • Volume 1,4122 x 1027 m³
  • Massa 1,9891 x 1030 kg
  • Accelerazione di gravità ≈ 28 G

Temperatura:

  • 5500 °C in superficie
  • 15,5 milioni °C nel nucleo

Fusione nucleare nel nucleo:

Il Sole ricava l’energia dalla fusione di nuclei di H generando nuclei di He. L’energia nella nuova configurazione è minore rispetto alla configurazione nucleare dei due nuclei di idrogeno separati. Fotoni generati nel nucleo per fusione atomica di idrogeno nucleare trasportano l’energia fino alla zona convettiva. Questa è poi trasmessa agli strati più superficiali. L’intero percorso dura più di 1 milione d’anni.

La parte più esterna della stella è composta da 3 strati:

  • fotosfera
  • cromosfera
  • corona

***

1) 1 kpc (kiloparsec) = 3262 anni luce = 3,086 x 1019metri

IA nel futuro delle missioni spaziali

La comunità scientifica ha mostrato una certa diffidenza dello sviluppo di intelligenze artificiali sempre più evolute. Esiste la possibilità che possano essere impiegati per lo sviluppo di armi intelligenti, alimentando di fatto una corsa agli armamenti.

La sicurezza e la difesa della popolazione civile è importante. Siccome in questo caso la scelta viene lasciata ad una macchina, la IA rischia di diventare un fattore di rischio aggiuntivo. Visti anche i precedenti storici il rischio non è trascurabile. Ma passiamo pure ad utilizzi pacifici, in particolare nell’esplorazione dello spazio.

***

Nell’esplorazione spaziale l’uomo necessità di condizioni ambientali di difficile realizzazione. Inoltre le missioni spaziali hanno durate non compatibili con la vita umana. La IA trova un ambiente molto fertile per una sua implementazione sempre più ampia.

La maggior parte delle sonde già oggi è dotata di un certo grado di automatismi dovuti all’impossibilità di trasmettere istruzioni istantanee da Terra. E’ il caso dei vari rover su Marte, all’incirca una decina di minuti di ritardo per la sola andata, oppure delle sonde utilizzate nell’esplorazione spaziale molto lontana, con New Horizons che supera le 4 ore di ritardo. Continua a leggere

I satelliti, i pianeti nani e la notevole presenza di acqua nel sistema solare

Fino a non tanto tempo fa si pensava che la Terra fosse l’unico pianeta nel sistema solare ad avere oceani liquidi. Grazie anche alle ultime missioni con sonde destinate a studiare i satelliti (Encelado, Ganimede, Titano, Europa) dei giganti gassosi oppure i pianeti nani (Cerere) del nostro sistema solare si arriva piuttosto alla conclusione che in realtà è difficile trovare corpi celesti che non abbiano un’oceano, spesso di acqua allo stato liquido.

E’ comunque un aspetto che ha il potenziale di aprire scenari interessanti per l’esplorazione spaziale. Non tanto per la ricerca di possibili forme di vita, evento comunque possibile osservando anche i fondali dei nostri oceani, Continua a leggere