Arriva l’E-diesel prodotto da Audi

Il problema maggiore delle energie rinnovabili è dovuto alla mancanza di sistemi efficienti di stoccaggio dell’energia. Audi e Sunfire propongono un tipo di e-diesel sintetico, chiamato Blue Crude, ottenuto a partire da 3 elementi principali:

  • acqua
  • anidride carbonica
  • energia elettrica

Si parte dall’elettrolisi dell’acqua grazie all’energia ricavata da fonti rinnovabili. In questo modo si ottiene l’idrogeno molecolare (H2). Perché allora non usare direttamente l’idrogeno? Perché i costi di conversione tecnologica del’utilizzatore sarebbero proibitivi e soprattutto l’idrogeno non è il più tranquillo dei gas da caricare a bordo delle auto.

Nel secondo step si genera monossido di carbonio (CO) a partire dall’anidride carbonica (CO2). Nel terzo e ultimo step si fa reagire il monossido di carbonio (CO) con l’idrogeno molecolare (H2) in specifiche condizioni di temperatura e pressione per generare il Blue Crude, un idrocarburo a catena allungata paragonabile al Crude Oil. Continua a leggere

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GOCE e l’individuazione di siti adeguati agli impianti geotermici

Il satellite GOCE dell’ESA, operativo dal marzo 2009 fino al novembre del 2013, è stato impiegato nella misurazione delle variazioni presenti nel campo gravitazionale terrestre. I dati raccolti sono stati successivamente utilizzati per lo sviluppo di una mappa dei siti più adatti allo sfruttamento energetico da fonti geotermiche, compito che va al di là dei suoi scopi iniziali.

L’analisi prende in considerazione aspetti come lo spessore della crosta terrestre, le zone di subduzione e zone con recente attività magmatica. Quindi nello sviluppo di questo strumento di indagine preliminare sono stati impiegati dati riguardanti aspetti geologici e dati riguardanti anomalie nel campo gravitazionale combinati ad aspetti topografici del territorio per determinare lo spessore della crosta terrestre.

Essendo uno strumento di analisi preliminare l’individuazione di siti adatti allo sfruttamento energetico dovrà essere confermata attraverso analisi locali più approfondite (quali misurazioni sismologiche). I vantaggi di questo metodo consistono principalmente nella rapida d’analisi e riduzione dei costi globali dei progetti.

Il geotermico è una fonte rinnovabile ma la sua applicazione non è sempre così banale come sembrerebbe. L’acqua necessaria alle turbine per generare elettricità contine sostanze che possono corrodere le parti meccaniche, con notevole aumento dei costi . Oltre a questo l’acqua proveniente dal sottosuolo, dopo il suo utilizzo, dovrà essere adeguatamente depurata prima di essere immessa nell’ambiente. E’ comune trovare in queste acque sporche anche sostanze radioattive o altamente tossiche.

In fondo però nessuna tecnologia è priva di impatto ambientale. Bisogna continuare a perfezionarla per renderà sostenibile nel tempo e non ad impatto nullo qui e ora. Quest’ultimo essendo solo un’utopica aspirazione, certamente giusta.


Fonti:
http://www.esa.int/Our_Activities/Observing_the_Earth/GOCE/GOCE_helps_tap_into_sustainable_energy_resources
http://irena.masdar.ac.ae/?map=1046%20

L’avvento delle grandi centrali a pannelli fotovoltaici, Topaz Solar Farm

La Topaz Solar Farm, nel sud della California, è attualmente la più grande centrale elettrica, costruita dalla First Solar, basata su pannelli fotovoltaici costituita da 9 milioni di moduli disposti su 25,6 chilometri quadrati. Ultimata all’inizio di quest’anno prevede l’utilizzo di pannelli a base di tellururo di cadmio (CdTe). La prima centrale ad utilizzare questa tecnologia fu la Waldpolenz Solar Park da 52 MW nell’est della Germania.

La centrale americana mira a poter garantire il fabbisogno energetico di 180.000 case con una notevole riduzione della CO2 per unità di energia prodotta. Nei prossimi due anni l’India sembra intenzionata a rubare il primato con la costruzione di una centrale da 750 MW composta da 3 sezioni ciascuna da 250MW nello stato di Madhya Pradesh. L’India in realtà spera di riuscire a raggiungere entro la metà del prossimo decennio una potenza installata di svariati GW.
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Come il crollo del prezzo del petrolio potrà favorire le energie rinnovabili

Con il crollo del prezzo del petrolio fallisce anche parte della nuova industria dello shale oil americano. Siccome il break even point (punto di pareggio) per questa fonte di idrocarburi estratti dalle rocce bituminose è più elevato dell’attuale prezzo sul mercato internazionale per idrocarburi tradizionali è probabile quindi che ad un certo punto gli Stati Uniti riducano la propria produzione petrolifera.

Chi potrà trarre vantaggio, in via ipotetica, da questa situazione?

Ci sono due fonti energetiche abbastanza flessibili da essere impiegate per una larga gamma di necessità legate principalmente alla casa e che spesso si trovano in competizione: il gas naturale e l’elettricità. I loro prezzi sono quindi interdipendenti perché utili a coprire bisogni della stessa natura.

Il gas naturale proviene principalmente da due fonti. Continua a leggere