Matematica per Turchi

Analizziamo il problema. Un aereo russo SU-24 di rientro da una missione antiterrorismo attraversa una zona turca grande circa 5 km (mappa) e viene abbattuto dopo aver ricevuto 10 avvertimenti in 10 minuti.

Con questi dati la velocità dell’aereo sarebbe dovuta essere di circa 30 km/h. Di conseguenza o i russi hanno inventato gli aerei che non stallano mai oppure erano impegnati in voli acrobatici.

Ma considerando invece una velocità più realistica di 500 km/h quanto tempo avrebbero impiegato i caccia russi ad attraversare il territorio turco lungo 5 km? Più o meno 36 secondi, di meno se la velocità fosse maggiore. Quindi sarebbe 1 avvertimento ogni 3 secondi, senza considerare il tempo necessario per intercettare la minaccia.

Una logica distorta.

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Le isole artificiali costruite dalla Cina nell’arcipelago Spratly

Il lavoro per la costruzione delle isole artificiali nel Mar Cinese Meridionale era cominciato già qualche tempo fa. Solo negli ultimi tempi sono invece più evidenti. In particolare sono spuntate delle piste per velivoli e banchine artificiali.

La Cina sostiene che il progetto serve per migliorare la propria difesa (ed ha di recente aumentato la spesa militare diventando il secondo paese al mondo dopo gli USA superando di fatto la Russia) oltre che come punto di rilevazione e studio meteorologico. I paesi che attualmente si contendono la regione sono: Brunei, Cina, Malesia, le Filippine, Taiwan e Vietnam.

Il Mar Cinese Meridionale in realtà è ricco di petrolio e gas naturale. Oltre alle risorse minerarie è il punto di attraversamento di tante rotte marittime commerciali che collegano la regione all’Oceano Indiano e di conseguenza ai mercati occidentali. Vi è anche un forte interessamento per la pesca commerciale.

Il riconoscimento della sovranità sulle isole darebbe diritto a tutta una serie di rivendicazioni sulle acque circostanti. Sarà possibile richiedere il diritto di sfruttamento esclusivo delle risorse entro le 200 miglia nautiche rispetto alla linea base, punto dove iniziano le acque territoriali di un paese.

Alcuni punti critici dell’Economia Europea

Transatlantic Trade and Investment Partnership, TTIP

E’ un accordo tra l’UE e gli Stati Uniti d’America per eliminare le differenze nelle normative che regolano i relativi mercati nell’ottica di una maggiore integrazione con eliminazione dei dazi doganali per molti settori.
Ci sono però alcuni settori degli USA che proprio non possono essere portati come esempio da copiare, ad esempio il settore alimentare.
C’è anche da chiedersi se una maggior concorrenza non sia ulteriormente dannosa per un’economia già in grosse difficoltà per molti paesi europei.

Questione del debito Greco

La Grecia attualmente sta affrontando una importante crisi di liquidità. Non potendo più rimborsare i debiti alla loro scadenza è sempre più probabile un’eventuale default. Se da un lato questo rischia di inceppare l’economia nazionale, vari altri paesi UE continuano ad essere esposti per svariate decine di miliardi di euro verso la Grecia. I principali sono Germania e Italia.

Sanzioni economiche alla Russia

Sono una conseguenza della crisi politica Ucraina con successiva annessione della Crimea alla Russia. Le sanzioni hanno spostato l’interesse del settore energetico russo verso est, in particolare la Cina. Il settore agricolo dell’est Europa, soggetto a restrizioni, ha aumentato l’esportazione di prodotti verso l’UE.

Possibili problemi per l’economia italiana legati alla situazione libica e ucraina

I recenti sviluppi negativi della situazione libica con l’infiltrazione di elementi dell’Isis fa preoccupare l’Italia per la sicurezza del proprio territorio. Ma al di là di queste preoccupazioni, l’Italia è un paese grande importatore di fonti energetiche fossili. Produce circa 3/4 dell’energia elettrica attraverso fonti fossili che importa per una buona parte proprio dalla Libia attraverso il gasdotto Greenstream. Si parla di almeno un 15% che l’Italia potrebbe perdere se gli impianti dovessero cadere nelle mani delle persone sbagliate. Continua a leggere

Il volo aerostatico degli Zeppelin e dei dirigibili moderni

Sia il volo della mongolfiera che quello del dirigibile si basano sui principi dell’aerostatica. A differenza degli aerei che sfruttano le caratteristiche dinamiche dell’aria il volo del dirigibile sfrutta le proprietà fisiche dei gas. Un gas “più leggero” dell’aria circostante che, nello stesso modo di una bolla d’aria in un bicchiere d’acqua, tende a salire verso l’alto.

Sembra che in Cina conoscessero già da tempo le condizioni necessarie per il volo aerostatico ma non si hanno prove di voli con equipaggio umano. Le prime testimonianze storiche indicano che i primi voli avvennero a Parigi nel 1783 grazie ad un pallone aerostatico costruito dal francese Mongolfier. Questo apri la strada verso la conquista del cielo da parte dell’uomo. Ciò nonostante questa tecnologia presenta alcuni punti deboli. La direzionalità del pallone è affidata alla bravura del pilota nell’interpretare le correnti atmosferiche. L’unico modo per controllare una mongolfiera è variando la quota.

L’idea del dirigibile nacque verso la fine ‘800. L’aria calda utilizzata nelle mongolfiere viene sostituita Continua a leggere