La siccità europea nel 2015 e le alterazioni del clima globale.

Il clima dell’intero pianeta ha subito cambiamenti che ad oggi impattano notevolmente sull’attività agricola e quindi sulle economia di numerosi paesi. Sebbene di recente si sia tenuta un’altra conferenza sul clima COP21 a Parigi appare ormai chiaro che già quest’anno la temperatura media globale avrà raggiunto 1°C in più rispetto alla media.

Il rapporto sull’estate 2015 dell’EDO (European Drought Observatory) mette in luce alcuni aspetti critici del clima europeo durante i mesi estivi di quest’anno.

L’estate 2015 somiglia molto a quella del 2003. Molte parti dell’Europa hanno conosciuto una fase di siccità dovuta sia all’assenza di precipitazioni che alle alte temperature. Si è manifestata di conseguenza una diminuzione dell’evapotraspirazione (evaporazione dell’acqua dovuta al suolo e alla traspirazione delle piante).

La mancanza di precipitazioni iniziata ad Aprile e le temperature alte nel mese di Luglio hanno causato diversi fenomeni estremi in numerose parti dell’Europa. Il Mediterraneo ha conosciuto un’ondata di calore anomala per quanto riguarda la durata con temperature massime durante il giorno superiori a 30°C per più di 30 giorni di fila (40 giorni nel caso della Spagna).

Nonostante questo alcuni settori come il turismo e il settore energetico basto su pannelli termici/fotovoltaici hanno conosciuto un periodo favorevole.

Le temperature sono rimaste alte anche da settembre in poi, come previsto dal rapporto EDO pubblicato ad agosto di quest’anno. Di fatto a dicembre 2015 le temperature sono un po’ ovunque superiori alla media. Rilevante anche la mancanza di precipitazioni che continua ad interessare ampie parti del globo, in particolare l’Europa. Alluvioni interessano invece il Sud America alimentate da un El Nino da record. Si segnalano invece importanti incendi nell’estate australiana.

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Estate 2015. Siccità diffusa a gran parte dell’Europa

Le considerazione espresse nell’articolo si fondano sull’osservazione delle mappe EDO (European Drought Observatory) della Commissione Europea.

Le vegetazioni dell’Europa dell’Est, dell’Europa Centrale, oltre ad alcune regioni isolate dell’Italia del nord e della Spagna, sono interessate nell’estate del 2015 da una situazione di stress per via di siccità estesa a gran parte del continente.

EDO European Commission
EDO, Europa 08/2015, CDI – Combined Drought Indicator
  • giallo >> Watch – scarsità di precipitazioni
  • arancione >> Warning – ridotta umidità del suolo
  • rosso >> Alert – stress della vegetazione per scarsità di precipitazioni oppure ridotta umidità del suolo

Rispetto agli ultimi anni, quando vi furono episodi di siccità isolata, il 2015 si distingue per una siccità diffusa. La produzione agricola europea potrebbe cominciare a risentirne gli effetti già a partire dai prossimi mesi. Una condizione sfortunata che poco si concilia con la crisi economica dell’ultimo decennio.

La siccità interessa comunque l’intero pianeta come confermato dalla NIDIS. Condizioni critiche si hanno nel SE asiatico e in alcune regioni dell’Africa dove la produzione agricola è diminuita considerevolmente.

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Fonte:
http://edo.jrc.ec.europa.eu/edov2/php/index.php?id=1120
http://www.drought.gov/gdm/current-conditions

Il fattore umano nel disastro aereo della Germanwings

Appare ormai chiara la responsabilità del copilota nell’incidente aereo della Germanwings che ha portato alla morte di 144 passeggeri, 5 membri dell’equipaggio e del copilota stesso. Grazie alla prima, e fin’ora unica, scatola nera Cockpit Voice Recorder si è capito come il copilota sia prima riuscito a bloccare fuori dalla cabina di pilotaggio il comandante e successivamente modificare i parametri di volo portando l’aereo a schiantarsi sulle cime delle Alpi francesi.

EASA, l’agenzia per la sicurezza dei voli civili europei, ha emanato una raccomandazione a tutte le compagnie aeree che operano sul territorio europeo. Bisogna assicurarsi che nella cabina di pilotaggio vi siano sempre almeno 2 membri dell’equipaggio, di cui almeno uno autorizzato a pilotare l’aereo.
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I satelliti, i pianeti nani e la notevole presenza di acqua nel sistema solare

Fino a non tanto tempo fa si pensava che la Terra fosse l’unico pianeta nel sistema solare ad avere oceani liquidi. Grazie anche alle ultime missioni con sonde destinate a studiare i satelliti (Encelado, Ganimede, Titano, Europa) dei giganti gassosi oppure i pianeti nani (Cerere) del nostro sistema solare si arriva piuttosto alla conclusione che in realtà è difficile trovare corpi celesti che non abbiano un’oceano, spesso di acqua allo stato liquido.

E’ comunque un aspetto che ha il potenziale di aprire scenari interessanti per l’esplorazione spaziale. Non tanto per la ricerca di possibili forme di vita, evento comunque possibile osservando anche i fondali dei nostri oceani, Continua a leggere