La superficie di Cerere, Dawn NASA/JPL

La sonda Dawn ha raggiunto una quota di osservazione pari a 385 km, poco meno della quota a cui orbita la ISS rispetto alla superficie terrestre. Di seguito una tabella derivata dai dati presenti nel video della NASA/Jpl.

Elemento larghezza profondità / altezza
Ahuma Mons 20 km 5 km
Haulani Crater 34 km [ – ]
Oxo Crater 10 km [ – ]
Urvana Crater 170 km [ – ]
Occator Crater 92 km 4 km

Occator Crater è la struttura con la luminosità più elevata seguita da Oxo Crater. Anche la più famosa per via della presenza al centro e nelle vicinanze di punti ad alta riflettività verosimilmente dovuti alla presenza di sali. Possibile l’esistenza di geyser/vulcani.

Per tutte le immagini più recenti della missione si rimanda alla pagina officiale:
http://dawn.jpl.nasa.gov/multimedia/images/

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Punti luminosi su Cerere. Commento sulle ultime immagini dettagliate

Le ultime foto pubblicate della sonda Dawn sono state riprese da una quota di 1470 km ed hanno una risoluzione di circa 140 metri per pixel. (immagini)

puntini su cerere
NASA/JPL puntini luminosi, Cerere

L’ipotesi più probabile, osservando anche le ultime immagini pubblicate dalla Nasa, consiste nella presenza di ghiaccio. La posizione all’interno del cratere Occator potrebbe indicare l’origine dei puntini nell’oceano sotterraneo. Può darsi che l’impatto sia avvenuto in una regione in cui la crosta superficiale non fosse molto spessa. Questo evento ha permesso la nascita di fenomeni geologici simili a geyser, con un breve tratto dove la superficie dell’oceano è molto vicina alla superficie esterna.

I puntini si trovano nella regione più bassa del cratere come confermato dalla ricostruzione 3D del cratere. (video)
Attorno a Cerere già in passato si era ipotizzata la presenza di acqua, sebbene si pensava derivasse dalla sublimazione di ghiaccio presente sulla superficie.

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http://www.jpl.nasa.gov/news/news.php?feature=4714

Cerere e la continua scia di misteri

NASA/JPL, Dawn mission, Ceres white spots, June 2015, 4400 km
NASA/JPL, Dawn mission, Ceres white spots, June 2015, 4400 km

Gli white spots su Cerere continuano a non avere una spiegazione definitiva. Ghiaccio o sale? Al momento sono queste le ipotesi più probabili. Le ultime foto della sonda Dawn, da una altitudine di 4400 km, evidenziano tanti piccoli puntini distinti.

Precedenti osservazioni tramite lo strumento VIR (visible and infrared spectrometer) indicano una temperatura nella regione degli white spots simile alle zone circostanti. Questo rende un po’ meno probabile che possa trattarsi effettivamente di ghiaccio.

La sonda chiuderà l’attuale tappa della missione il 28 luglio e nei primi giorni di agosto passerà da 4400 km ad un quota di 1450 km.

NASA/JPL, Dawn mission, Ceres
NASA/JPL, Dawn mission, Ceres, pyramid mountain

Nel frattempo un’altra struttura a forma di cono fa nascere altri misteri . E’ osservabile in alto a destra nella foto sopra. L’ipotesi più probabile è che si tratti di un vulcano. Se esiste un oceano sotterraneo è possibile che sia anche un enorme vulcano/geyser.


Fonte immagini:
http://dawn.jpl.nasa.gov/multimedia/images/ceres.html

Dawn a 4400 km da Cerere nel mese di giugno 2015

A partire dal 15 Maggio 2015 la sonda Dawn inizierà una fase di avvicinamento a Cerere che la porterà ad una quota di 4400 km nei primi giorni del mese di Giugno 2015. L’8 Maggio la sonda ha completato la prima mappatura completa del pianeta nano da una quota di circa 13000 km con un periodo di rivoluzione di circa 15 giorni.

L’avvicinamento sarà a più tappe, e durante questa fase la sonda più volte scatterà foto per correggere la propria traiettoria. Sarà possibile indagare sugli ormai famosi puntini luminosi, già osservati un tutte le precedenti foto, soltanto a partire dal mese di Giugno.

L’ipotesi principale al momento è che si tratti effettivamente di ghiaccio mescolato ad altre sostanze. Il ghiaccio sulla superficie del pianeta sarebbe teoricamente instabile e dovrebbe disperdersi nello spazio, ma la presenza di altri materiali potrebbe aver rallentato il processo.

Sarà solo con l’ulteriore avvicinamento e con un miglioramento della risoluzione che le ipotesi potranno diventare qualcosa di più.


Fonti:
http://dawn.jpl.nasa.gov/mission/status.html