Carbonato di sodio dietro gli enigmi di Cerere

I punti riflettenti sulla superficie di Cerere sono costituiti principalmente da carbonato di sodio. Questo sale indica un’attività idrotermale nel passato del pianeta nano. L’impatto degli asteroidi ha solo contribuito a facilitare la fuoriuscita dell’acqua dal sottosuolo. I sali sono stati portati in superficie dall’acqua successivamente scomparsa.

Questa ipotesi l’avevo già suggerita un po’ di tempo fa: http://wp.me/p5DUWx-tC

Restano alcune ipotesi sulla formazione del pianeta. Dagli elementi scoperti in superficie si ipotizza che la sua formazione sia avvenuta in un orbita più esterna e che sia migrato verso l’interno. In passato Nettuno e Urano si sono scambiati di posto. Cambiamenti maggiori del sistema solare ci sono sempre stati e Cerere potrebbe non essere sempre stato dove si trova adesso.

Ruota idraulica. Modellazione CAD con Solidworks passo per passo

Le ruote idrauliche sono meccanismi che permettono di trasformare l’energia potenziale di caduta dell’acqua (oppure cinetica a seconda della configurazione) in energia meccanica. In passato questa energia veniva utilizzata per alimentare ad esempio un macchinario agricolo.

ruota idraulica

Vediamo passo per passo come costruire la ruota, l’elemento centrale dell’assieme.

1) Disegniamo il profilo della nostra ruota. Si scelgano le dimensioni in modo ragionevole in modo che non venga compromessa l’efficienza della ruota. Alcune dimensioni sono riportate nell’immagine sottostante.

CAD ruota idraulica2) Si utilizza il comando Estrusione in rivoluzione per ottenere il solido di rivoluzione del profilo precedentemente scelto.

CAD ruota idraulica 23) Si aggiungono gli elementi interni della ruota. Si può procedere in due modi: Si disegna il profilo di uno degli elementi e si utilizza il comando Ripetizione circolare all’interno dello schizzo prima di fare l’estrusione così come fatto nella figura sottostante oppure si può disegnare completamente uno degli elementi e successivamente utilizzare la funzione Ripetizione circolare dei solidi.

CAD ruota idraulica 34) Si aggiungono gli elementi strutturali della ruota che in questo caso consistono in un elemento a 4 bracci. Successivamente si utilizza la funzione Specchia dei solidi rispetto al piano di simmetria della figura.

CAD ruota idraulica 45) Si aggiunge l’albero della ruota partendo da uno schizzo sul piano di simmetria (in questo caso piano destro) successivamente estruso in entrambe le direzioni (700 mm per lato)

CAD ruota idraulica 5

Si possono eventualmente aggiungere cuscinetti all’albero per ridurre l’attrito. Ruote dentate o catene provvederanno a trasmettere la potenza meccanica all’utilizzatore. Nella variante più moderna potrà essere accoppiata ad un generatore elettrico oltre che fornire potenza meccanica direttamente.

Presenza di acqua liquida sul suolo marziano

La scoperta segue l’analisi dei dati provenienti dallo CRISM (Compact Reconnaissance Imaging Spectrometer for Mars) spettrometro a bordo del satellite MRO (Mars Reconnaissance Orbiter – NASA).

L’affermazione è sostenuta dalla scoperta di minerali idrati. Le sostanze presenti potrebbero essere: perclorato di magnesio, clorato di magnesio e perclorato di sodio. L’esistenza delle strisce scure osservate in corrispondenza di temperature maggiori di -23°C è dovuta proprio alla presenza di questi elementi che mantengono l’acqua liquida anche alla basse pressioni e temperature del suolo marziano.

§ Temperatura Marte: minima -87°C / media -47°C / massima -5°C
§ Pressione atmosferica Marte: da 0,0065 a 0,011 bar

Sono poche le regioni dove è accertato che l’acqua possa esistere in certi periodi dell’anno marziano. Inoltre il contenuto di perclorati è determinante per l’esistenza della vita sotto forma di microrganismi. Sebbene tenendo conto della scarsa protezione contro la radiazione offerta dall’atmosfera di Marte sia poco probabile che questi organismi possano proliferare a meno di altri sistemi di protezione ancora sconosciuti.

Ci sono però altri pianeti o anche satelliti nel sistema solare che probabilmente possiedono acqua in quantità persino superiori alla Terra stessa. Quello che rende Marte più attraente è l’esistenza dell’acqua in superficie e soprattutto la possibilità di essere raggiunta in futuro da spedizioni umane, nella speranza che la tecnologia a quel punto permetta la costruzione di una base permanente.

Trasporto dell’acqua derivata dallo scioglimento dei ghiacci

Meccanismi attraverso cui avviene il trasporto dell’acqua risultata dallo scioglimento dei ghiacci:

  1. iceberg
  2. accumulo in laghi e successivo sversamento repentino
  3. scioglimento graduale del ghiaccio superficiale e creazione di “fiumi” e cunicoli sotterranei

Di questi 3 il principale è rappresentato dallo scioglimento dei ghiacci superficiali. Il drenaggio dell’acqua avviene attraverso una rete di canali di superficie e successivi cunicoli sotterranei attraverso cui scorre acqua liquida nella direzione del mare/oceano. Pur essendo il metodo dominante è anche quello meno evidente e quindi meno studiato.

La generazione di iceberg attraverso il distacco di grossi blocchi di ghiaccio è quello meglio conosciuto perché un fenomeno dal veloce impatto visivo.

Parlando dello scioglimento dei ghiacci spesso ci si riferisce alla copertura del territorio senza specificare per bene lo spessore del ghiaccio presente e sue variazioni annuali. Siccome nel ghiaccio in genere vi sono intrappolate grosse quantità di agenti che favoriscono l’effetto serra, l’andamento dello spessore del ghiaccio è fondamentale nello studio del riscaldamento climatico terrestre dal punto di vista dell’autosostentamento.

Calore intrappolato negli oceani e cambiamenti climatici

L’articolo originale potete trovarlo qui. Quello che segue e un riassunto con aggiunta di alcune considerazioni personali.

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Un nuovo studio della Nasa basato sull’analisi delle temperature oceaniche dimostra come calore dovuto ai gas serra sia stato intrappolato nelle acque dell’Oceano Pacifico e Indiano. Potrebbe essere questa la principale ragione per il mancato aumento significativo delle temperature oceaniche superficiali nella prima decade nel nuovo millennio, in controtendenza rispetto all’andamento osservato nel XX secolo.

Le misurazioni si basano su dati provenienti dal sistema Argo array. Una rete di più di 3000 sonde galleggianti per l’analisi della salinità e della temperatura dell’acqua con una capacità  fino a 2000 m di profondità.

L’accumulo di calore interessa soprattutto l’acqua a una profondità di 100-300 m concentrata nell’Oceano Pacifico. Correnti oceaniche e fenomeni atmosferici anomali hanno trasportato acqua calda verso la costa asiatica e australiana. Siccome la temperatura superficiali viene influenzata da quella della correnti oceaniche si è osservato un riscaldamento della costa occidentale a scapito di quella orientale.

La temperatura elevata fa si che l’acqua possa diffondersi tramite l’arcipelago indonesiano anche all’Oceano Indiano. Questi fenomeni possono essere inquadrati all’interno della PDO (Pacific Decadal Oscillation). Un’oscillazione climatica con un periodo di 20-30 anni che fa si che il clima sulle sponde del Pacifico si alternino a vicenda periodi caldi e freddi.

Sebbene questo sia un fenomeno naturale, l’entità dell’aumento di temperatura richiede un attento monitoraggio. Il ciclo PDO sembra sul punto di invertirsi. Al momento la sponda calda è quella asiatica e australiana, mentre vi è una riduzione della temperatura superficiali per quella americana.

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A parte questo studio, nella profondità degli oceani e dei mari ci sono vere e proprie autostrade attraverso cui, in base alla salinità e alla temperatura dell'acqua, il calore viene distribuito in regioni anche molto lontane nel mondo.

Le attuali osservazioni dimostrano alcune alterazioni preoccupanti per questi flussi di acqua. Un esempio più vicino a noi è la corrente del Golfo diminuita all'incirca del 30% negli ultimi anni.

Queste alterazioni possono portare a drastici cambiamenti climatici per la Terra soprattutto nel lungo periodo.

I satelliti, i pianeti nani e la notevole presenza di acqua nel sistema solare

Fino a non tanto tempo fa si pensava che la Terra fosse l’unico pianeta nel sistema solare ad avere oceani liquidi. Grazie anche alle ultime missioni con sonde destinate a studiare i satelliti (Encelado, Ganimede, Titano, Europa) dei giganti gassosi oppure i pianeti nani (Cerere) del nostro sistema solare si arriva piuttosto alla conclusione che in realtà è difficile trovare corpi celesti che non abbiano un’oceano, spesso di acqua allo stato liquido.

E’ comunque un aspetto che ha il potenziale di aprire scenari interessanti per l’esplorazione spaziale. Non tanto per la ricerca di possibili forme di vita, evento comunque possibile osservando anche i fondali dei nostri oceani, Continua a leggere

Sistemi per portare l’acqua ai piani alti di un edificio

rubinetto

Aprendo il rubinetto ovviamente. Ma parte gli scherzi come fa l’acqua ad arrivare al quinto piano della vostra abitazione, oppure al centesimo del grattacielo personale di uno sceicco? Per far salire l’acqua ai piani alti serve prima di tutto energia in genere fornita da un sistema di pompe ma anche un’adeguata organizzazione dell’impianto in modo da tenere bassi i costi complessivi. Ci sono vari tipi di impianti che a seconda dei casi possono svolgere più o meno bene il lavoro. Continua a leggere

Esplorare Europa, satellite naturale di Giove

La missione Europa Clipper 

E’ una missione della NASA prevista per il 2025 (probabile anche qualche anno prima) che intende studiare Europa, un satellite naturale del pianeta Giove. Sembra che sotto la crosta ghiacciata di Europa vi possa essere un oceano di acqua liquida. Questa ipotesi si basa sulla mancanza di crateri da impatto e numerose fratture nella crosta, che indicano una superficie attiva in grado di rimodellarsi. L’oceano sembra poter contenere più acqua di tutta quella presente sulla Terra, anche se Europa è un corpo celeste con un raggio medio di solo 1560 km, solo leggermente inferiore a quello della Luna.

Strumenti a bordo della sonda:
Radar – misurare lo spessore della crosta ghiacciata e determinare la profondità dell’ipotetico oceano liquido. Spettrometro ad infrarosso – determinare la coposizione dei materiali contenuti nella crosta superficiale del satellite. Fotocamera topografica – scattare foto ad alta risoluzione sella superficie. Spettrometro di massa – analisi delle molecole contenute nella tenue atmosfera. Continua a leggere