La batteria di vetro proposta da Goodenough

Le batterie sono uno degli elementi principali nella transizione dall’energia fossile a quella elettrica. Le batterie agli ioni di litio che si trovano in cellulari e computer di ogni tipo. Hanno buone performance ma vengono con diversi svantaggi:

  • tempi di ricarica
  • elementi difficilmente riciclabili
  • pericolo di esplosione

La batteria proposta da Goodenough sembra eliminare tutti questi problemi migliorando allo stesso tempo le prestazioni. Si parla di una densità di carica almeno 3 volte superiore e un numero di cicli di ricarica ≈1200, superiore rispetto alla batteria agli ioni di litio. Inoltre le batterie di vetro non avendo componenti liquide possono funzionare in ambienti ostili con temperature fino a -20°C.

Schema di una batteria agli ioni di litio:

batteria agli ioni di litio

Gli e migrano dall’anodo verso il catodo dando origine ad una corrente di verso opposto. Gli ioni Li+ migrano nello stesso verso attraverso la membrana di separazione per via di un gradiente elettrochimico.

Il problema maggiore riguarda la formazione di dendriti cioè prolungamenti metallici che possono cortocircuitare la batteria dando luogo a esplosioni o incendi. Il catodo delle batterie al litio è fatto di materiali come l’ossido di cobalto con un importante impatto ambientale.

Schema di una batteria di vetro:

batteria goodenough

Nel caso delle batterie studiate da Goodenough l’idea di base è quella di sostituire l’elettrolita liquido e la membrata separatrice con un mezzo solido in grado di evitare la formazione di dendriti.

Viene utilizzato un vetro drogato con atomi metallici per permettere il passaggio degli ioni Na+. Gli elettrodi vengono sostituiti: anodo fatto di metallo puro (Na) e il catodo di rame (Na disposto in superficie). Goodenough ha specificato che l’energia di Fermi dell’anodo è superiore a quella del catodo pertanto vi è un gradiente dovuto a diversi livelli nell’Energia di Fermi (simile a gradiente elettrochimico) in grado di trasportare gli ioni Na+ durante la scarica.

Annunci

Fusione Nucleare, confinamento del plasma per più di 1 minuto in Cina

La fusione consiste nel fondere nuclei di H in presenza di temperature paragonabili a quelle esistenti nel nucleo solare per ottenere energia e nuclei di He. La fusione prevede che il plasma venga confinato per via di magneti in modo che non possa interagire con le pareti del reattore.

Di recente al Max Planck Institute in Germania sono stati raggiunti 100 milioni di K per 1 secondo. La novità dell’esperimento cinese (Experimental Advanced Superconducting Tokamak – EAST) riguarda il confinamento del plasma per 102 secondi ad una temperatura di 50 milioni di K che è la metà di quella raggiunta in Germania. E’ una temperatura comunque 3 volte superiore a quella presente nel nucleo solare che è di circa 15 milioni di K.

Mentre la Germania pensa di poter ottenere nei prossimi decenni il confinamento per circa 30 minuti, in Cina il prossimo traguardo sono 1000 secondi (≈17 minuti) ad una temperatura di 100 milioni di K.

Il progetto internazionale di maggiore importanza e attualmente in fase di costruzione in Francia si chiama ITER. I test individuali dei vari paesi confermano le potenzialità della fusione per il futuro del genere umano.

Accumulo di energia elettrica

Il problema principale delle fonti di energia rinnovali consiste nella loro mancanza di una continuità nella produzione. L’incapacità di avere energia disponibile proprio quando serve. Caratteristica fondamentale per la diffusione di una tecnologia.

Quali sono quindi i principali sistemi che possano essere impiegati per immagazzinare energia? Si dividono in due principali categorie. Gravitazionale oppure energia potenziale chimica/inerziale.

Gravitazionali

Idroelettrico. Esistono delle vere e proprie centrali che trasportano acqua tra due bacini posizionati con una differenza di quota. In questo modo si sfrutteranno delle turbine/pompe in grado di portare l’acqua nel bacino più elevato per poi farla riscendere generando energia attraverso le turbine idrauliche. Un esempio concreto è la Centrale Luigi Einaudi a Cuneo.
I vantaggi derivano dallo sfruttamento di energia quando il costo è più basso, e quando andrebbe comunque persa, garantendo i momenti di picco di richiesta durante la giornata.

Relativamente recenti le prove di un sistema americano chiamato ARES  in grado di sfruttare l’energia di fonti rinnovabili per trasportare un treno su per una collina sfruttando un principio del tutto simile alla centrale idroelettrica di prima. L’energia sarà recuperata attraverso i sistemi di frenata quando il treno tornerà indietro.

Chimiche/Inerziali

Significativi sono i passi avanti fatti dalla tecnologia delle batterie chimiche. Con Powerwall della Tesla che guida il settore delle grandi batterie chimiche per le case e le prime auto elettriche. Sebbene le batterie siano dimensionatili in base all’utenza, resta da tenere in considerazione il recupero dei materiali spesso nickel, cobalto, manganese ecc.

Le batterie inerziali adatte soprattutto ai casi dove il limite di peso non è un problema primario. L’applicazione più comune sono i tram che possiedono un volano che immagazzina energia durante le frenate per poi rilasciarla durante la successiva accelerazione. Tecnologia ancora in fase di studio, almeno per le applicazioni più complesse.

Quali altri vi vengono in mente? Scrivetelo nei commenti!

Crollo del prezzo del petrolio

Il petrolio ha raggiunto nelle ultime settimane prezzi talmente bassi che, rispetto ai tempi quando si aggirava costantemente sopra i 100 $, sembra una vera e propria svendita.

Ci sono più elementi che determinano questo andamento:

  • il rallentamento delle economie, in particolare della Cina;
  • le tensioni politiche che vedono l’Arabia Saudita contro altri grandi produttori di petrolio;
  • il crollo del potere d’acquisto generale e la concentrazione della ricchezza.

Se attualmente il prezzo è attorno ai 30$/barile pare che possa scendere anche fino a 10$. Di fatto molto sotto il break-even point di tutti i produttori di petrolio del mondo. Sembra però che l’economia faccia comunque enorme fatica a sfruttare questa vera e propria svendita energetica.

Indubbiamente a questo punto è normale concludere che l’attuale crisi economica iniziata nel 2008 sia fortemente alimentata da aspetti non legati alla semplice concorrenza di mercato.

Continua a leggere