Il pianeta blu. La Terra? No, Plutone!

Cos’è che da il colore blu al cielo del nostro pianeta? L’elemento principale non è l’acqua come spesso si pensa ma un fenomeno chiamato scattering (diffusione) di Rayleight, cioè un’interazione elastica tra radiazione elettromagnetica e particelle.

Nel caso della Terra le molecole di azoto, gas presente per il 70% nell’atmosfera terrestre, provocano la diffusione della componente blu della luce solare. Le molecole di azoto sono infatti più piccole della lunghezza d’onda della luce blu.

In realtà vi è anche una componente dovuta all’interazione anelastica tra particelle e radiazione elettromagnetica, nel campo ultravioletto,  ma il suo peso nella generazione del fenomeno è minore.

Un meccanismo simile sta alla base dell’alone blu del pianeta nano Plutone scoperto di recente dalla sonda New Horizons, si ipotizza del tutto simile a quello scoperto sul satellite Titano. Negli strati alti dell’atmosfera di Plutone ci sono molecole di azoto e metano che reagiscono favorite dalla radiazione ultravioletta formando dei composti chiamati toline  che poi scendono verso il suolo generando il caratteristico colore rosso-marrone.

Inoltre sempre su Plutone le immagini suggeriscono la presenza di ghiaccio d’acqua in superficie. Una scoperta molto importante se si pensa che nella fascia di Kuiper potrebbero esserci molti altri corpi celesti simili.

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