La grande crisi economica del nuovo millennio

Come va l’economia mondiale? Il sito engineering.com arriva alla conclusione che il mondo è entrato in una profonda recessione economica e inizio depressione. Per sostenerlo si parte dall’analisi della situazione economica della multinazionale CAT che estende le sue attività in vari ambiti dell’industria mondiale. L’articolo completo potete trovarlo qui.

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L’economia degli ultimi decenni si è fondata sul fatto che i prezzi sarebbero continuati a lievitare all’infinito. I prezzi delle materie prime (carbone, acciaio, petrolio ecc) ma anche di altri beni e servizi di base sono invece precipitati con l’entrata in recessione e il concomitante calo della domanda. Sono soprattutto due i paesi che hanno contribuito al rallentamento: Brasile e Cina. La situazione europea inoltre ha peggiorato il quadro complessivo.

Chiaramente il debito non sarebbe stato in grado di sostenere la domanda all’infinito. Arrivati al massimo della sostenibilità la domanda è crollata ed è iniziata una crisi di sovrapproduzione. Per superare questa condizione il mondo si è isolato maggiormente, tentando qualche volta di applicare politiche di protezionismo a favore dei prodotti locali. Ma in un mondo globalizzato il protezionismo ha fallito e si è comunque reso necessario un aumento della disoccupazione con conseguente indebolimento del potere di acquisto e del mercato interno.

Di fatto il mondo è entrato nella più grande crisi depressiva della sua storia. Simile per certi aspetti alla crisi di fine 19-esimo secolo. Periodo in cui i salari bassi hanno in certi casi permesso un maggior sviluppo delle infrastrutture, come nel caso delle ferrovie, ma che comunque ha portato ad un aumento delle disuguaglianze socio-economiche nella popolazione.

Rispetto alla precedente grande crisi depressiva, nella variante moderna mancano le condizioni per espandere i mercati, diminuiscono gli strumenti finanziari per sostenere la domanda e gli stati hanno meno potere decisionale.

L’unico motore che potrà tenere a galla l’economia sarà l’aumento della disuguaglianze nel reddito della popolazione. Si crea così artificialmente un potere di acquisto (demograficamente limitato) in grado di sostenere un mercato in stagnazione in attesa di maggiori cambiamenti sia organizzativi che tecnologici da raggiungere nel lontano futuro. Di fatto il peggioramento delle condizioni sociali sosterà la domanda al posto del debito pubblico non più utilizzabile.

E’ questa la depressione millenaria?

 

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