Powerwall, le nuove batterie Tesla per l’accumulo di energia in casa

tesla-powerwall-fotoTesla Energy punta a cambiare il modo in cui viene consumata l’energia. Costruire delle batterie in grado di accumulare energia da fonti rinnovabili o dalla rete tradizionale nei momenti in cui questa viene venduta a basso costo e utilizzarla per rifornire le utenze delle case oppure come sistema d’emergenza in caso di blackout.

Ci sono principalmente due modelli di Powerwall suddivise in base alla capacità di accumulare energia. Ci sono batterie da 7 kWh  ($3000) a cicli giornalieri e batterie da 10 kWh ($3500) a cicli settimanali. In caso di necessità energetiche maggiori si possono montare più batterie fino a 63 kWh per il primo tipo e 90 kWh per le seconde, cioè un totale di 9 batterie. Ciascuna ha le dimensioni 1.3 x 0.86 x 0.18 metri per un peso di circa 100 kg.

Non dovrebbero esserci problemi nel sistemarle all’interno delle abitazioni. Ma è alquanto improbabile che possano portare sostanziosi benefici nello sfruttamento delle tariffe basse di notte per esempio. Ed è anche chiaro che dopo un po’, man mano che sempre più utenti consumeranno in quel particolare momento della giornata, le tariffe si alzeranno azzerando i benefici. Non bisogna poi dimenticare i costi in termini di efficienza per ogni scarica/carica delle batterie.

L’opzione abbinata ai pannelli solari è più promettente. Da tenere però in considerazione che le batterie sono pur sempre agli ioni di Litio. Non proprio la tecnologia ideale da tenere in casa dal punto di vista della sicurezza, anche se è chiaro che Tesla Motors sia un marchio più che affidabile. Rimane da vedere se gli utenti che puntano sui pannelli fotovoltaici sceglieranno poi di vendere l’energia alla rete o di accumularla dentro una batteria per utilizzarla successivamente. Dati i costi iniziali probabilmente la maggior aprte sceglieranno la prima opzione.

Le Powerwall possono rappresentare un’interessante applicazioni per zone isolate ancora mal collegate alla rete centrale di elettricità. E’ infatti possibile accumulare energia durante l’intera giornata garantendo il fabbisogno locale nei momenti di picco della giornata senza che la rete locale rischi il blackout. Un utilizzo simile ai serbatoi per l’acqua a tetto che vengono impiegati quando la rete idrica riesce a garantire solo una portata più bassa di quella effettivamente necessaria. Così si caricano i serbatoi nei momenti in cui non vi è un effettivo utilizzo.

Oltre a questo ci sono aziende oppure istituzioni quali ospedali che spesso necessitano di sistemi di emergenza per garantire le utenze in caso di blackout. In questo ambito senza dubbio le batterie della Tesla Motors possono tornare molto utili.

Resta però difficile da capire perché Tesla abbia voluto buttarsi in questa avventura con delle batterie che in fondo non sono proprio nuova tecnologia. Ma soprattutto sono ecologiche fino ad un certo punto in base all’utilizzo che se ne fa. La Tesla poteva benissimo massimizzare ed ottimizzare il settore delle auto elettriche, puntando soprattutto sull’infrastruttura necessaria per la distribuzione dei punti di ricarica per le auto elettriche. Sembra infatti questo il punto più probabile per una successiva diffusione di tecnologie interamente elettriche.

Le azioni della Tesla Motors dopo l’annuncio delle batterie Powerwall sembra che possano beneficiarne ampiamente. Ma nonostante il rischio che resti solo una trovata pubblicitaria è sicuramente una tecnologia che almeno per la teoria che sta dietro va nella direzione giusta appoggiandosi principalmente alle tecnologie rinnovabili.


Fonti:
http://www.teslamotors.com/powerwall

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