Navigazione a vela nel Sistema Solare

Lunar Flashlight è un prototipo di sonda spaziale sviluppato dalla NASA/Jpl del tipo CubeSat. Verrà lanciata insieme al primo volo di prova del SLS (Space Lauch System), nuovo vettore per il prossimo lancio di Orion che arriverà alla Luna e tornerà a terra.

E’ la prima sonda nel suo genere a raggiungere il satellite naturale delle Terra e si occuperà di studiare la materia volatile proveniente da alcuni crateri del polo sud. Come sistema propulsivo verrà per la prima volta utilizzata una vela da 80 m² che sfrutterà la pressione del vento solare.

La navigazione a vela, proprio come gli antenati che scoprivano nuovi continenti? Non proprio. La navigazione a vela che verrà testata attraverso questa missione non è assolutamente applicabile al volo spaziale dell’uomo. La vela necessaria sarebbe enorme, al di là di ogni capacità di costruzione umana.


Fonti:
http://sservi.nasa.gov/articles/lunar-flashlight/

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4 thoughts on “Navigazione a vela nel Sistema Solare

  1. Krammer 14/04/2015 / 14:13

    mi domando come possano reagire queste vele agli impatti di eventuali micro-corpi spaziali. di polveri ce ne sono ma immagino siano troppo minuscole per danneggiare le vele, ma per detriti appena più grandi? di che materiale sono fatte?

    immagino che siano ideate (in ottica futura) per viaggi che non vadano oltre il sistema solare interno

    • FlavioTS 14/04/2015 / 17:03

      la pressione del vento solare diminuisce con il quadrato della distanza, quindi molto velocemente allontanandoci dal Sole. Più lontano si vuole andare più dovrà essere grande la vela. Quindi la distanza dipenderà dai limiti strutturali della costruzione.

      Penso che non ci siano particolari protezioni contro urti con altri corpi. Statisticamente un urto distruttivo è comunque abbastanza improbabile.

      Si deve però tenere in conto che nello spazio anche urti con piccole particelle di polvere non sono trascurabili. Il tutto dipende dalla composizione delle velocità, in senso classico. Ne sanno qualcosa i pannelli solari e le videocamere (o la cupola della ISS) che devono fare i conti con questi urti al punto che con le tecnologie terrestri qualunque parte trasparente diventerebbe opaca in breve tempo.

      • Krammer 15/04/2015 / 0:55

        immaginavo bene dunque: più si va distanti dal sole e più grande deve essere la vela, ma più è grande la vela e più questa è soggetta a collisioni con corpi vaganti e la fascia principale diventerebbe un campo minato apparentemente insormontabile.

        le vele servirebbero “solo” per piccoli spostamenti in orbita sui corpi planetari del sistema solare interno, risparmiando carburante propulsivo.

        • FlavioTS 15/04/2015 / 13:26

          Non credo che il problema sia il rischio di impatto. Semplicemente è per il momento impossibile costruire vele di diversi chilometri di lunghezza.
          Volendo la propulsione ionica da spinte simili alla vela, ma al contrario di questa non dipende dalla distanza dal Sole

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