Le batterie del futuro

Gli ultimi 10 anni sono stati interessati da una grande preoccupazione riguardante il settore energetico mondiale. Da un lato per via del raggiungimento nel picco nella produzione petrolifera tradizionale, dall’altro per un aumento della domanda dovuta alle economie emergenti. Un dibattito che si è sviluppato parallelamente all’instabilità politica di molti paesi produttori di idrocarburi e dell’ormai comprovata responsabilità umana nei cambiamenti climatici mondiali.

Ma ormai abbiamo una gamma veramente ampia di fonti energetiche: fossile, idroelettrico, eolico, fotovoltaico, pannelli termici, geotermico, onde di oceani e mari, nucleare. Tutte queste sono in continua evoluzione. C’è però un grande inconveniente che continua a bloccare l’avvento delle tecnologie rinnovabili elettriche. La mancanza di sistemi di stoccaggio e distribuzione flessibili. I serbatoi utilizzati per le fonti fossili sono applicazioni piuttosto semplici rispetto alle batterie. E in pratica sebbene le applicazioni elettriche siano maggiormente modulabili in base al compito da svolgere spesso viene preferita un’applicazione basata sull’energia termica derivata dal fossile.

Di recente alcuni ricercatori dell’Università di Stanford hanno prodotto una batteria a base di Alluminio e Grafite. Rispetto si tradizionali batterie alcaline o litio-polimero, le nuove batterie con un anodo in alluminio e un catodo in grafite immersi in una soluzione salina risultano eco-friendly, non infiammabili e non esplosive. Ma la caratteristica più interessante è l’alto numero di ricariche senza che la batteria perda di prestazione. Sono 7500 cicli rispetto alle 1000 delle litio-polimero, con tempi di ricarica estremamente ridotti. Certo il voltaggio raggiunto rimane ancora basso, ma ulteriori perfezionamenti potranno certo migliorare quest’aspetto. Si spera almeno per garantire prestazioni necessarie ad alimentare uno smartphone/Tablet o Pc, sperando che un giorno possa arrivare sulle auto elettriche del futuro, magari integrandosi con il telaio in alluminio.


Fonti:
http://news.stanford.edu/news/2015/march/aluminum-ion-battery-033115.html

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