La giapponese JAXA e le centrali solari orbitanti

JAXA, l’agenzia per l’esplorazione spaziale giapponese, valuta l’idea di poter sfruttare pannelli solari posizionati in orbita per generare energia elettrica. L’idea è quella di svincolare la produzione di elettricità dalle condizioni atmosferiche e dal cambiamento dovuto all’alternasi delle stagioni.

Il piano consiste nel raccogliere l’energia solare e convertirla in radiazione elettromagnetica della lunghezza d’onda delle microonde o in alternativa fasci laser. Trasmettere l’energia attraverso l’atmosfera a punti di raccolta posizionati a terra oppure nell’oceano con l’intenzione di riconvertirla in elettricità o utilizzarla per la produzione di idrogeno.

L’idea delle centrali orbitanti, che personalmente trovo poco credibile, pare sia partita da un americano, Peter Glaser, nel 1968. Anche gli americani si interessarono all’idea fino al 1980 quando l’amministrazione Reagan chiuse il progetto perché troppo costoso. Il Giappone invece ha scelto di continuare rimanendo di fatto l’unico paese ad occuparsene.

Indipendentemente dalla tecnologia impiegata, nello spazio i costi salgono notevolmente. Il trasporto in orbita influisce in una qualche misura, ma i costi lievitano soprattutto per via della gestione e della necessità di adeguare le tecnologie terrestri rendendole operative nell’ambiente spaziale. In Giappone sembra però che a nessuno interessi l’eccessivo costo dell’operazione.

Ma in realtà al di là della fattibilità del progetto il punto più problematico è la trasmissione dell’energia tramite l’atmosfera. Finché si tratta di trasmettere pochi kW potrebbero anche non esserci particolari problemi. Ma che effetti avranno i MW (megawatt) di energia necessari ad intere città che attraversano gli strati atmosferici? Non sembra che JAXA si sia minimamente posta il problema.

L’unico aspetto di cui si sono leggermente preoccupati è la necessità di evitare che la popolazione venga esposta alla radiazione durante la fase di trasmissione. Non si sa, secondo loro, che effetti potrebbe avere sugli esseri viventi. Saranno contenti i contadini che uscendo di casa al mattino si troveranno già pronto in giardino il pollo arrosto.

Detto questo è chiaro che, a parte gli scherzi, questo progetto che viene presentato come centrale elettrica orbitante sembra più che altro uno strumento per alterare il clima, per scopi anche non pacifici.


Fonti:
http://global.jaxa.jp/article/interview/vol53/index_e.html

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