ESA Proba-3 e la costruzione di sistemi spaziali virtuali

La sonda Proba-2 ha immortalato l’eclissi solare del 20 marzo 2015. La sonda Proba-3 del programma  PROBA dell’Agenzia Spaziale Europea prevede sia l’utilizzo di tecnologie spaziali sperimentali sia equipaggiamento utile allo svolgimento di ricerca scientifica. Portare a termine la missione andrà a convalidare l’idea alla base degli elementi sperimentali con trasferimento degli aspetti progettuali ad altre possibili missioni.

Proba-3, lancio previsto per il 2018, consiste in un tandem di due sonde piazzate in orbita ellittica con lo scopo di studiare la corona solare attraverso simulazioni di eclissi solari. Una della sonde avrà il compito di oscurare il disco solare mentre l’altra effettuerà rilevamenti scientifici sul comportamento dello strato più esterno della stella, la corona.

L’aspetto sperimentale riguarda invece la creazione di sistemi spazialmente sincronizzati al millimetro e con la minima deviazione angolare anche per sonde distanti più di 150 metri. Con le tecnologie attuali l’accuratezza è dell’ordine dei centimetri. Quello della sincronizzazione è diventato un tema particolarmente importante con la nascita delle prime costellazioni di satelliti quali i sistemi di posizionamento GPS, GLONASS ecc. Queste necessitano infatti, sebbene con una precisione minore, di un continuo coordinamento affinché le informazioni continuino ad essere affidabili.

Quali saranno le applicazioni?

Pensiamo al Very Large Array, un gruppo di 27 radio antenne capaci di funzionare come un’unica grande antenna da 36 km di diametro grazie a principi di interferometria. Riuscire a gestire in orbita applicazioni simili porterebbe alla creazione di strumenti virtuali per l’osservazione astronomica di dimensioni e potenze enormi, in grado di esplorare angoli molto remoti dell’universo.

Lo strumento virtuale consiste in una rielaborazione attraverso teorie matematiche e correzione digitale dei dati provenienti da poche sorgenti sincronizzate in modo da ottenere dati equivalenti a quelli di uno strumento unico più grande e potente ma molto più costoso o strutturalmente irrealizzabile.

I sistemi inerziali e la propulsione ionica possono essere impiegati con esiti positivi nella gestione dello strumento virtuale. Sono infatti sistemi dalla bassissima spinta e allo stesso tempo grandissima autonomia e precisione.

Annunci

Commenta:

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...