La disputa sulla costruzione del telescopio TMT a Mauna Kea, Hawaii

Sull’isola Big Island dell’arcipelago hawaiano nella regione del vulcano Mauna Kea si sta attualmente costruendo il telescopio TMT (Thirty Meter Telescope) con un diametro di 30 metri. La posizione è tra le più elevate presenti nella regione ed è ottima dal punto di vista dell’osservazione astronomica per il poco disturbo dovuto all’atmosfera sopra le isole.

 

Ma proprio a causa del telescopio è scoppiata una disputa: gli astronomi interessati all’esplorazione del cielo, indigeni legati alla loro tradizione e animalisti che intendono difendere una flora e fauna molto rare.
Gli astronomi ritengono che con la costruzione del nuovo telescopio, il più potente di tipo terrestre, si riuscirà ad indagare l’universo alla ricerca di segnali di vita in altri sistemi stellari oppure ricavare importanti informazioni sugli inizi dell’universo.
Dall’altra parte gli indigeni invece considerano il vulcano un luogo sacro, simbolo della loro tradizione che non a caso viene usato come luogo di culto, sepoltura e in relazione diretta l’aldilà.
Vi è anche un terzo gruppo, quello degli animalisti che appoggiano gli indigeni nella loro lotta.

Sull’isola sono già presenti un po’ di telescopi che hanno incontrato quasi sempre l’opposizione dei locali. I telescopi infatti risultato quasi sempre visibili da ogni parte dell’isola tanto che spesso vengono percepiti come invasori. Sono anche stati avviati dei procedimenti legali contro la California Institute of Technology e l’Università di California. Ma come in passato anche questa volta sembra che la bilancia penda dalla parte degli astronomi.

Ma come si risolve una situazione del genere? In prima istanza il numero dei telescopio dovrebbe essere il più contenuto possibile. Se qualcuno non viene più usato perché superato dal tempo è opportuno che venga smantellato. Si dovrebbe cercare di camuffare il più possibile le nuove strutture inserendole nel paesaggio dell’isola. E’ anche opportuno facilitare maggiormente l’inserimento della popolazione locale, soprattutto dei più giovani, nel progetto favorendo allo stesso tempo la preservazione dei reperti della tradizione e della fauna del posto attraverso specifici progetti.


 

Fonte notizia: Scientific American

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2 thoughts on “La disputa sulla costruzione del telescopio TMT a Mauna Kea, Hawaii

  1. Nuzk 23/02/2015 / 19:22

    Mi ha sempre stupita l’incapacità dell’uomo di comprendere che una specie animale o vegetale estinte, non esisteranno mai più, in nessun luogo. A volte basterebbe un po’ di rispetto e buon senso e questi sì, sembrano spesso estinti..

    • FlavioTS 23/02/2015 / 20:08

      Io non sarei così duro, almeno non in questo caso. Accettiamo cose molto peggiori di un telescopio astronomico, che bene o male rovina il paesaggio ma non inquina.
      E poi in fondo le specie animali e vegetali si estinguono continuamente sulla Terra. La nostra presenza influenza quali e che misura le specie si estinguano. Qui sicuramente possiamo stare più attenti.

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