Le montagne russe dei Fiocchi di Neve

fiocco di neve

L’atmosfera è composta principalmente da 3 elementi: ossigeno, azoto e acqua. Due gas molecolari e vapore d’acqua ottenuto attraverso l’evaporazione dai fiumi, laghi, mari e oceani sotto l’azione della radiazione solare.

Salendo di quota il vapore incontra temperature via via più basse fino a quando non comincia a condensare sono forma di piccole goccioline in sospensione. Si originano così ammassi di piccole goccioline chiamate nuvole.

Appena le nuvole incontrano delle impurità quali granelli di sabbia, polveri di sostanze inquinanti, microbi, batteri e altri microorganismi si origina un cristallo di ghiaccio. Le forme sono le più svariate possibili. I più frequenti sono esagoni che poi si ramificano a partire dai vertici. Altre volte si formano tubi cavi all’interno oppure aghi di ghiaccio.

La combinazione dei cristalli e la struttura molto varia dei cristalli stessi rende i fiocchi di neve una delle strutture naturali con la più ampia gamma di possibili alternative. Ogni fiocco di neve è unico!

Inizia la corsa verso terra sotto l’azione della gravità e del vento. Se la temperatura uscendo dalla nuvola e fino al suolo resterà negativa allora il fiocco arriverò integro a destinazione.

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14 thoughts on “Le montagne russe dei Fiocchi di Neve

  1. Dama Con il Cappello 09/02/2015 / 23:33

    Io amo la neve, peccato che qui da me non nevica mai 😦

    • FlavioTS 09/02/2015 / 23:56

      quelli che odiano la neve invece abitano tutti in regioni dove nevica… altrimenti non avrebbero motivo per odiarla. Non essere triste, dai 🙂

      • Dama Con il Cappello 10/02/2015 / 0:03

        E’ colpa delle origini di mio padre che è di Bassano del Grappa, mi chiedo perché si sia voluto spostare qui 😛 Ehehehe hai ragione infatti a me non piace il mare, o meglio, mi piace il mare d’inverno ma non vado in spiaggia d’estate da almeno 15 anni, non mangio pesce, (niente di niente), e odio il caldo e l’estate.

  2. FlavioTS 10/02/2015 / 0:18

    @Dama Con il Cappello

    proporrei un trasferimento in montagna, ma ho paura che comincerà a piacerti il mare d’estate. E’ la natura umana che è strana, sempre alla ricerca di quello che non c’è 😉

  3. Nuzk 15/02/2015 / 20:36

    Bellissimi i fiocchi di neve così come i cristalli che si formano durante le brinate. Sempre diversi. Mi piace fermarmi ad osservarli

  4. Krammer 18/02/2015 / 15:25

    e lo sapevate che alcuni specifici batteri hanno la proprietà di far congelare le molecole di acqua in cristalli di ghiaggio?
    utilizzano questo sistema anche per diffondersi globalmente: si lasciano trasportare dal vento e quando le condizioni climatiche risultano favorevoli innesca il processo di aggregazione molecolare che causa condense e precipitazioni, per essere riportato al suolo.

    negli ultimi anni l’uomo si sta sempre più rendendo conto di quanto anche la pioggia e la neve sia formidabilmente ricollegata alla vita microscopica.

    http://en.wikipedia.org/wiki/Pseudomonas_syringae

    ciao 🙂

    • FlavioTS 18/02/2015 / 15:38

      grazie per la precisazione. Ci sono anche alcuni microrganismi più grandi dei batteri, però ora mi sfugge il nome. Certo non pesci, anche se piogge con pesci ci sono state ma si fondavano su fenomeni atmosferici diversi.

      • Krammer 18/02/2015 / 16:02

        si beh ho parlato di batteri per intendere gli organismi procarioti in generale, che possono anche avere dimensioni diverse tra loro, pur restano in ogni caso di dimensioni minuscole.
        questi microrganismi possono agire in modo attivo nei cicli naturali dei vari ecosistemi.

        per il resto in atmosfera si può trovare un po’ di tutto, per le più svariate circostanze: come ben suggerisci con gli esempi delle “piogge di pesci”, generalmente causate dai tornado marini che scagliano in aria tutto ciò che pescano dal mare, per poi farlo ricadere anche a centinaia di km di distanza.

        • FlavioTS 18/02/2015 / 17:52

          gli aerei stessi, pur non essendo microscopici, sono visti dai cristalli di ghiaccio come ottimi punti di agreggazine… in passato persino con eventi catastrofici.

          • Krammer 18/02/2015 / 18:40

            a questo non pensavo, ma certamente può essere come dici.
            per certo le famose ‘scie chimiche’ di cui si dice di tutti i colori, sono in qualche modo correlate al fenomeno, così ad occhio e croce

            • FlavioTS 18/02/2015 / 18:59

              mi riferivo al pericolo di accumulo di ghiaccio sull’ala. In genere è un fenomeno veloce e può portare l’aereo in condizione di stallo (sasso). Il pilota deve essere bravo ad evitare fenomeni atmosferici che potrebbero favorire il fenomeno e comunque ha una serie di sistemi che deve azionare per gestire l’aeroplano.

              ma le famose “scie chimiche” penso siano piuttosto una combinazione di vapore di condensazione e schifezze di combustione (non c’è la marmitta). Non ne so molto, ma presumo che qualche volta possa essere aggiunto qualche additivo o per diminuire l’impatto ambientale o per migliorare le prestazioni. Però volendo fare un confronto basterebbe guardare le nuvole nere al decollo negli anni ’80 per vedere quanto gli aerei siano migliorati da allora.

            • Krammer 19/02/2015 / 22:09

              che le scie siano causate dai vapori e da particolari gas di combustione non ho dubbi, parlavo piuttosto della persistenza visibile di tali scie in atmosfera (a volte spariscono velocemente, a volte perdurano per più tempo, anche per ore, allargandosi e diradandosi poco a poco) che potrebbe dipendere dalla presenza in atmosfera di agenti particolari, tra i quali appunto potrebbero esserci un’alta concentrazione di alcuni microrganismi che amplificano il fenomeno rendendolo più visibile.

              non credo infatti che la differenziazione nella durata di tali scie dipenda tanto dai vapori emessi di tipo diverso, quanto piuttosto da vapori di combustione simili che agiscono però su strati di atmosfera in condizioni eterogenee.

              sono pure ipotesi, non so ad esempio quanto sia grande la varietà di carburanti usati dai vari aerei, la loro qualità nonchè eventuali differenze tecnologiche e manutentive dei propulsori: tutti fattori che possono andare a incidere ad una combustione più o meno buona.

              senza contare, infine, che non per forza ciò che si vede è dannoso e ciò che non si vede è pulito: ho lavorato per un po’ di tempo nell’ambito dell’analisi dei gas di scarico industriali, e in molti casi le fuoriuscite più pericolose sono proprio quelle invisibili, quando invece molti nuvoloni bianchi che fanno tanta impressione nelle varie centrali sono per lo più semplice vapore acqueo.
              certo è che un nuvolone nero non porta mai nulla di buono 😛

            • FlavioTS 19/02/2015 / 22:30

              il combustibile per i voli civili è in genere deciso secondo normativa della rispettiva agenzia (Easa per l’Europa) e tipo di motore. C’è una certa gamma di combustibili ma è abbastanza limitata.
              la persistenza penso dipenda dalla quantità di gas di combustistione (dipende dalla fase di volo) ma soprattutto dalle condizioni atmosferiche: venti, umidità, pressione, temperatura.

            • Krammer 20/02/2015 / 16:53

              “ma soprattutto dalle condizioni atmosferiche: venti, umidità, pressione, temperatura.”
              ed io ci aggiungerei a questi, come dicevo, pure l’eventuale presenza di particolari microorganismi 😉

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