Titano, gli effetti dell’assenza del campo magnetico rilevati dalla sonda Cassini

La missione Cassini-Huygens (NASA-ESA) lanciata il 15 ottobre 1997 ha lo scopo di studiare il sistema composto da Saturno, gli anelli e i suoi satelliti. E’ composta dall’orbiter Cassini, che ha a disposizione numerosi strumenti di misura tra cui telecamere che operano nelle lunghezze d’onda della luce visibile, infrarosso ed ultravioletto.

Raggio medio:
Terra 6367,4 km
Titano 2575,5 km
Luna 1737,5 km

Nel mese di dicembre 2013 la sonda Cassini è riuscita a registrare il particolare momento in cui Titano è rimasto fuori dalla magnetosfera del “pianeta madre”. Prima di allora Titano è sempre stato osservato all’interno del capo magnetico di Saturno quindi al riparo da eventuali effetti dovuti al vento solare. Serviva un insieme di condizioni particolari affinché l’osservazione fosse possibile:

  • la posizione della sonda Cassini;
  • la posizione del satellite naturale Titano;
  • un vento solare in grado di alterare il campo magnetico del pianeta Saturno.

Il 1 dicembre 2013 un flare ha provocato un vento solare forte nella direzione di Saturno comprimendo le linee del campo magnetico del pianeta. Proprio in quel periodo Titano si trovava all’incirca sulla linea di congiunzione Saturno-Sole trovandosi fuori dal campo magnetico. Il comportamento del satellite osservato era molto simile a quello di una cometa oppure di pianeti come Mercurio più prossimi al Sole. I risultati indicano che tutti i corpi celesti non dotati di campo magnetico hanno comportamenti simili.

L’osservazione di eventi astronomici simili permette di capire l’origine della stabilità dell’atmosfera di alcuni corpi celesti e l’importanza fondamentale che il campo magnetico gioca in questo ambito.
Attualmente nella ricerca di pianeti simili alla Terra si tiene conto soltanto di alcuni criteri come distanza dalla stella, dimensioni, massa ed eventuale composizione materiale dedotta. Il campo magnetico che è cruciale per la presenza o meno di un’atmosfera non viene tenuto in conto. Non avendo completamente capito l’origine del campo magnetico di pianeti e satelliti è altrettanto chiaro che è impossibile ipotizzare tecnologie che diano buoni gradi di certezza riguardo alla presenza o meno del campo per oggetti lontani al di fuori del sistema solare.

per dettagli e approfondimenti più accurati visitate:
http://www.nasa.gov/jpl/cassini-catches-titan-naked-in-the-solar-wind/#.VMtpoNKG_uR

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